Il Consorzio di tutela della DOC Prosecco rinnova anche quest’anno – nel ruolo di Official Sparkling Wine della città – la propria presenza al Carnevale di Venezia, evento che in questa edizione ha potenziato la sua presenza all’Arsenale e implementato la sua capillarità in campi e campielli con esibizioni mozzafiato sull’acqua rese ancora più straordinari dai giochi di fuoco dello show Nebula Solaris.
Imperdibili gli strabilianti appuntamenti a Ca’ Vendramin Calergi, storica sede del Casinò cittadino, dove le cene in maschera, accompagnate dalle bollicine ufficiali di Prosecco DOC etichetta speciale Venezia 1600, allietano ogni anno i commensali serate non stop di musica, eventi in costume e numeri acrobatici e colpi di scena artistici di rara bellezza.
Proprio in questo contesto gioioso dove ospiti e artisti si confondono dando luogo a una vera magia, su invito del Consorzio, le splendide pallavoliste della Prosecco DOC Imoco Volley per una notte in hanno dismesso l’uniforme sportiva per indossare abiti da grande soirée prendendo parte ai festeggiamenti nella duplice veste di ‘special guest’ e di ‘brand ambassador’ delle bollicine DOC del Consorzio.
“Per la nostra Denominazione -spiega il presidente Stefano Zanette- Venezia continua a essere cruciale nella narrazione e fondamentale punto di partenza dal quale muovere le azioni di promozione nell’ambito della cultura.”
Un viaggio alla scoperta di come nasce il vino spumante italiano più famoso al mondo.
Vi siete mai chiesti cosa rende unico il Prosecco DOC?
Parliamo del vino italiano spumante più famoso e bevuto al mondo, con più di 600 milioni di bottiglie prodotte all’anno.
Sissi Baratella, enologa e wine writer, è arrivata a Treviso per scoprire di più sulle radici e i segreti dell’autentico Prosecco DOC.
Un viaggio in quattro tappe alla scoperta di un territorio e di un vino unico al mondo!
Clicca qui per guardare gli episodi su Instagram:
- Introduzione
- La Cantina
- Un calice con Andrea Battistella, enologo e vice Direttore del Consorzio
- Un aperitivo con Luca Giavi, Direttore del Consorzio
Il Consorzio del Prosecco DOC, guidato da Stefano Zanette, chiude l’anno ottenendo un importante riconoscimento internazionale. Una partita cominciata nel lontano 2014 quando il Consorzio, per garantire la protezione della denominazione, ha depositato in Cina il marchio collettivo PROSECCO.
In seguito alla pubblicazione del marchio, il Consorzio ha ricevuto una opposizione da parte dei produttori di vino australiano rappresentati dall’AUSTRALIAN GRAPE AND WINE INCORPORATED, volta ad ostacolare la protezione della IG (indicazione Geografica) Prosecco. L’opposizione mirava infatti a non far riconoscere il marchio e ad impedirne la registrazione.
L’ufficio marchi cinese (in sigla CNIPA) invece ha rigettato l’opposizione australiana decidendo che il marchio “PROSECCO” – essendo un’indicazione geografica- è idoneo a svolgere la funzione di marchio per distinguere l’origine dei prodotti.
Si tratta di un risultato particolarmente importante, anche considerato il ruolo strategico del mercato cinese.
Un successo attestato anche dall’Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Popolare Cinese, Luca Ferrari, che in una lettera inviata al Presidente Zanette esprime i suoi “personali rallegramenti per la positiva conclusione del procedimento in questione, che rappresenta un passo avanti nella difesa della denominazione “Prosecco” in questo Paese. Si tratta di un ottimo risultato ottenuto grazie alla costante sinergia fra l’Ambasciata d’Italia a Pechino, le istituzioni italiane sul territorio nazionale e il Consorzio”.
Pronta la risposta di Zanette che ringraziando l’Ambasciatore Ferrari per la gentile testimonianza, conferma che “il successo dell’operazione va ascritto al costante lavoro di tutela svolto dal Consorzio, supportato dalla grande collaborazione dell’Ambasciata Italiana a Pechino e della Commissione Europea che con il loro contributo hanno aiutato il Consorzio a raggiungere questo importante risultato internazionale, dimostrando ancora una volta quanto la sinergia tra istituzioni pubbliche e private risulti vincente”.
I campioni di Prosecco DOC Imoco Volley, Treviso Basket e Benetton Rugby uniti ancora per lo IOV.
Prosecco DOC si conferma Sponsor Partner dell’edizione 2021 del calendario Perazza, un progetto a scopo benefico che ha l’obiettivo di supportare lo IOV Istituto Oncologico Veneto nell’umanizzazione delle cure per i pazienti della radioterapia pediatrica.
Anche quest’anno l’iniziativa vede protagonisti la Prosecco DOC Imoco Volley, la Benetton Rugby – due team a cui il Consorzio è molto legato – e la Treviso Basket, che si sono fatti portatori di messaggi associati allo sport e all’accettazione di se stessi.
- Le ragazze della Prosecco DOC Imoco Volley sono state immortalate come simbolo della forza personale, valore fondamentale per superare anche le prove più dure;
- I Leoni della Benetton Rugby, invece, sono stati inseriti in un ambiente circondato da parole legate alla forza della squadra e all’importanza di essere un team unito e coeso;
- I cestisti della Treviso Basket, infine, si sono fatti schermo di parole proiettate relative al gioco, all’impegno, alla voglia di vincere le sfide.
Il Presidente del Consorzio Stefano Zanette: “Come Consorzio siamo lieti di rinnovare il nostro contributo ad accrescere questo progetto dalle nobili finalità -sostiene il presidente della DOC Prosecco Stefano Zanette – a maggior ragione per il fatto che lo portiamo avanti accanto a campioni dello sport quali le Pantere della Prosecco DOC Imoco Volley e gli atleti del Benetton Rugby che già ci vedono insieme in altri percorsi. Riteniamo doveroso condividere il crescente successo che la nostra Denominazione continua a registrare nel mondo con il nostro territorio di appartenenza, soprattutto con coloro che attraversano situazioni di difficoltà”.
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“Donne in movimento” racconta storie di giovani donne che hanno saputo trasformare in professione le loro passioni.
Adua Villa ci svela i loro percorsi di vita che nascono dalla genialità, dalla intraprendenza e dalla determinazione a raggiungere obiettivi ambiziosi nei campi più disparati: dallo sport alla moda, dal design al giornalismo, dalla musica al teatro.
Ragazze moderne, dinamiche e creative che interpretano perfettamente lo stile Prosecco DOC Rosé.
GIULIA CONTI
Adua Villa ha incontrato alla Terrazza Prosecco Doc di Portopiccolo Giulia Conti, pluricampionessa olimpica, vincitrice nel 2015 dei campionati italiani, europei e mondiali di vela. Nata a Roma e successivamente trasferitasi a Brescia, Giulia ha iniziato a praticare sport fin da piccola, grazie ad una felice intuizione dei suoi genitori che la iscrissero ad un corso di vela con l’intento di far sfogare la sua grande esuberanza. Dopo una brillante carriera agonistica, e dopo aver ottenuto il Collare d’Oro al Merito Sportivo, la massima onorificenza conferita dal CONI, Giulia ha deciso di trasferire la sua esperienza ed il suo talento abbracciando il ruolo di allenatrice della squadra olimpica statunitense. Giulia è una ragazza forte e determinata che sa affrontare con grinta e decisione le sfide che le presentano davanti; a lei Adua ha dedicato un brindisi con Prosecco DOC Rosé, accompagnato dal miglior augurio che si possa fare ad una velista: Vento in poppa!
JOANNA WOLOSZ, MIRIAM SYLLA, PAOLA EGONU, MONICA DE GENNARO
4 atlete della Prosecco DOC Imoco Volley Conegliano, 4 ragazze che vivono un sogno che hanno coltivato fin da piccole: ovvero arrivare ai vertici della pallavolo mondiale. Adua Villa le ha incontrate per conoscerle da vicino, per parlare della quotidianità, delle gioie e dei sacrifici che il loro ruolo impone. Joanna Wolosz, Miriam Sylla, Paola Egonu, Monica De Gennaro vivono costantemente sotto i riflettori, seguite, ammirate ed emulate dai fans. Una vita invidiabile ma molto impegnativa che le quattro pallavoliste mostrano di affrontare con la giusta consapevolezza ed anche con un pizzico di leggerezza. Impegno, spirito di sacrificio, lavoro di squadra e condivisione degli obiettivi: questi sono i valori che le fuoriclasse del volley comunicano al loro pubblico e che condividono con Prosecco DOC, naming sponsor della Prosecco DOC Imoco Volley Conegliano.
ANCA VASILE CARAMAN
Anca Vasile Caraman una giovane ed affermata violinista bresciana di origini rumene, ha sentito il magico suono del violino a 4 anni: è stato amore a prima vista, un amore profondo e duraturo. Anca ha da poco terminato la registrazione in video dei 24 “Capricci” di Niccolò Paganini, una delle opere più difficili per violino solo e delle 6 sonate e partite di Bach, e spera che i teatri possano riprendere a pieno ritmo la loro attività per poter riabbracciare il pubblico che la segue nei concerti dal vivo e per poter brindare con loro con Prosecco DOC Rosé.
GIULIA RASTELLO
Una passione coltivata fin da bambina che Giulia ha saputo trasformare in una professione: dopo aver conseguito una laurea in economia ed aver lavorato per una banca d’affari, Giulia Rastello ha rivoluzionato la propria vita ed ha deciso di diventare una Jewerly designer. Un percorso non facile portato a compimento fra mille difficoltà con
grande determinazione. I suoi gioielli sono tutti pezzi unici disegnati su misura per ogni singolo cliente e realizzati da maestri orafi di Valenza, una delle capitali mondiali dell’oreficeria e della gioielleria. A Giulia e a tutte le giovani imprenditrici che hanno saputo realizzare i loro sogni dedichiamo un brindisi con Prosecco DOC Rosé.
MARIA CHIARA CENTORAMI
Adua Villa ha incontrato Maria Chiara Centorami, affermata attrice teatrale ultimamente impegnata in diversi progetti nel mondo del teatro e del cinema ed insieme hanno visitato il Teatro Goldoni, il più antico di Venezia. Maria Chiara é presente nel cast della serie di Gabriele Muccino “A casa tutti bene”, registrato nel 2021 e spera di poter tornare presto a recitare in teatro. A lei ed alla sua carriera dedichiamo un brindisi con Prosecco DOC Rosé.
SAVINA CONFALONI
Savina Confaloni, firma prestigiosa del giornalismo automotive, ha saputo trasformare la passione per i motori nella sua professione. Savina racconta eventi nazionali ed internazionali sulle più importanti testate giornalistiche e partecipa a competizioni d’auto d’epoca in veste di navigatrice, sempre rigorosamente con piloti di sesso femminile: equipaggi in rosa che, alla fine delle gare, brindano con Prosecco DOC Rosé.
Progetto “OZOPLUS WINE – Applicazione integrata di acqua ozonizzata e lieviti autoctoni in vigneto per la riduzione dei solfiti in cantina”
Il progetto si propone di affrontare il problema dei solfiti partendo dalla gestione microbiologica del vigneto e per completare in modo efficiente la gestione in cantina.
Finalità:
1. Riduzione dell’utilizzo dei fitofarmaci
2. Migliorare i metodi di tutela dell’ambiente, mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento ad essi
Capofila del progetto
Partecipano anche
Iniziativa finanziata dal Programma di sviluppo rurale per il Veneto 2014-2020
REG. (CE) n. 1305/2013 – D.G.R. n. 736 del 28/05/2018
Misura: 16 COOPERAZIONE
Tipo d’intervento: 16.1.1 Costituzione e gestione dei gruppi operativi del PEI in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura
Tipo d’intervento: 16.1.2 Realizzazione di progetti pilota e sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie
Domanda CAPPELLO n. 4114168
Applicazione integrata di acqua ozonizzata e lieviti autoctoni in vigneto per la riduzione dei solfiti in cantina
Il consumatore moderno, nella scelta del vino, è sempre più attento agli aspetti salutistici e premia i prodotti genuini. Chiede perciò, di ridurre l’uso di sostanze chimiche in vigneto e in cantina. Con un approccio totalmente innovativo, il progetto prevede l’introduzione in vigneto di ceppi di lievito, appartenente alla specie Starmerella bacillaris, con attività antifungina (contro lo sviluppo della muffa grigia – Botritys cinerea). Una volta, introdotti con i grappoli d’uva in cantina, sono in grado di migliorare la qualità del vino durante la prima fase della fermentazione senza richiedere l’aggiunta di solfiti.
Primi risultati:
Protocollo di recupero di cellule microbiche dalla superficie del grappolo e da mosto e procedura di estrazione del DNA microbico
Il progetto ha come obiettivo principale la valutazione dell’efficacia del lievito Starmerella bacillaris come agente di biocontrollo in vigneto e, quando l’uva trattata con il microrganismo viene trasformata in cantina, come co-starter nel processo di vinificazione. Affinché il lievito aggiunto in vigneto possa svolgere la sua funzione è necessario che riesca a colonizzare la superficie dell’uva e di conseguenza il mosto. Per questo è fondamentale possedere dei sistemi di identificazione che permettano di quantificare il microrganismo sia in vigneto che in cantina. Tali metodi si basano sull’analisi del DNA. Quindi è necessario ottenere il DNA dei microrganismi presenti sulla superficie dell’uva e nel mosto. Tali matrici sono complesse e ricche di sostanze (polifenoli, zuccheri, acidi organici) che inibiscono le attività enzimatiche previste nelle analisi di identificazione Per questo è stato necessario adattare alle matrici analizzate protocolli esistenti di estrazione del DNA confrontando diverse metodiche e KIT commerciali. Inoltre sono state testate diverse procedure di lavaggio del grappolo d’uva al fine di mettere a punto la procedura che permetta di raccogliere il numero di cellule microbiche più alto possibile.
Protocollo molecolare di identificazione e quantificazione di Starmerella bacillaris
Per poter quantificare Starmerella bacillaris in vigneto e in mosto e valutare e il suo impatto sulla comunità microbica del grappolo e sulla presenza del fungo patogeno responsabile del marciume dell’uva (Botrytis cinerea) è stato messo a punto un protocollo molecolare di identificazione. Poiché la sequenza genomica del ceppo di lievito è stata determinata in precedenza dal Gruppo di Ricerca (Università di Padova), è stato possibile identificare delle regioni uniche del DNA, appartenenti solo al microrganismo rilasciato in vigneto, che, se amplificate, ne permettono una identificazione inequivocabile. Tramite l’uso della PCR quantitative, viene determinato il numero di copie della sequenza specifica presente nel campione, permettendo di risalire alla concentrazione del lievito.
Progetto “OZOPLUS GRAPE – Applicazione integrata di acqua ozonizzata e chitosano in vigneto per una gestione sostenibile dei patogeni”
Finalità:
1. Riduzione dell’utilizzo dei fitofarmaci
2. Migliorare i metodi di tutela dell’ambiente, mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento ad essi
Capofila del progetto
Partecipano anche
Iniziativa finanziata dal Programma di sviluppo rurale per il Veneto 2014-2020
REG. (CE) n. 1305/2013 – D.G.R. n. 736 del 28/05/2018
Misura: 16 COOPERAZIONE
Tipo d’intervento: 16.1.1 Costituzione e gestione dei gruppi operativi del PEI in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura
Tipo d’intervento: 16.1.2 Realizzazione di progetti pilota e sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie
Domanda CAPPELLO n. 4116380
Applicazione integrata di acqua ozonizzata e chitosano in vigneto per una gestione sostenibile dei patogeni
Le alternative ai fitofarmaci proposte sul mercato sono numerose ma non sempre danno risultati accettabili in termini economici e qualitativi. Una di queste alternative è l’utilizzo in vigneto dell’ozono (sotto forma di acqua ozonizzata), una molecola ad elevata attività antimicrobica ad ampio spettro ed “enviromental frendly” in quanto non produce sottoprodotti nocivi per la salute umana e l’ambiente. La elevata volatilità della molecola è anche causa del suo limitato effetto nel tempo, per cui l’ambiente “sanitizzato” dall’ozono può essere rapidamente ricolonizzato dai funghi patogeni.
L’obiettivo del progetto OZOPLUS GRAPE era quello di prolungare l’efficacia del trattamento con ozono (applicato con un prototipo che produce acqua ozonizzata “in linea”), mediante la combinazione in vigneto con chitosano, un polisaccaride naturale già noto per le sue proprietà come induttore di resistenza nelle piante. L’utilizzo di un chitosano ad alto peso molecolare, quindi con una capacità di formare un film sulle foglie dopo il trattamento, dovrebbe andare a costituire anche una barriera meccanica contro l’ulteriore ricolonizzazione da parte dei funghi, con un prolungamento dell’effetto protettivo dell’ozono stesso.
Risultati:
Effetto dei trattamenti su Peronospora
Durante la stagione vegetativa 2020 sono stati eseguiti dei rilievi sulle foglie e sui grappoli di Glera, registrando la presenza dei patogeni sulla base di una classificazione in 7 livelli. La pressione di malattia con l’avanzare della stagione è stata così elevata da essere difficilmente controllabile anche con i trattamenti aziendali, la cui protezione si è limitata al 55%.
Chitosano e acqua ozonizzata hanno mostrato su foglie rispettivamente 26% e 14% in meno di infezione rispetto al testimone non trattato. Sui grappoli l’infezione è stata molto elevata, e non c’è stato nessun effetto statisticamente significativo dei trattamenti sperimentali rispetto al testimone non trattato.
FOGLIE
GRAPPOLI
Effetto sui microrganismi
I dati fin qui mostrati hanno evidenziato una scarsa efficacia del trattamento con acqua ozonizzata, ma un effetto significativo del trattamento con chitosano. I semplici rilievi visivi non riescono a spiegare, però, se il chitosano abbia un’azione diretta contro i patogeni o se agisca per via indiretta, attivando i meccanismi di resistenza della pianta, come suggerito dai dati di letteratura. Per questo sono stati eseguiti dei campionamenti su grappoli (al momento della chiusura del grappolo). Sui grappoli è stata eseguita un’analisi per valutare la popolazione presente sulla superficie mediante conta in piastra con terreni selettivi.
I risultati hanno confermato che l’acqua ozonizzata non ha avuto molto effetto sulla popolazione microbica, anzi ha addirittura peggiorato la situazione in alcuni casi, mentre il chitosano, sia da solo che in combinazione, ha avuto un effetto molto significativo. È opportuno sottolineare che i dati nei grafici sono esposti in scala logaritmica, per capire meglio l’effetto del trattamento è riportata un’immagine delle piastre.
Piastre con terreno selettivo per lieviti e muffe
CONCLUSIONI
I dati mostrati hanno evidenziato come l’acqua ozonizzata, almeno con le modalità di applicazione utilizzate in questo progetto, non sia in grado di proteggere il vigneto.
Al contrario, il chitosano ha mostrato un doppio effetto, sia inducendo le difese della pianta, ma soprattutto agendo direttamente su muffe e altri microrganismi presenti in vigneto. Questo certamente contribuisce alla difesa della pianta, ma i rilievi fitopatologici hanno dimostrato che questa protezione, da sola, non è sufficiente, almeno in caso di pressioni fungine molto elevate.
Tuttavia, vista la sua azione, il chitosano è un prodotto che si potrebbe utilizzare in sinergia con altri principi attivi in un’ottica di difesa integrata per ridurre l’utilizzo dei prodotti chimici tradizionali.
Inoltre, il chitosano è una sostanza di base che non prevede tempi di carenza, per cui potrebbe essere utilizzato anche in pre-vendemmia con l’obiettivo di portare in cantina un’uva meno contaminata, e permettere così anche una riduzione nell’utilizzo della anidride solforosa.
Per la vendemmia 2021, sono vigenti le seguenti disposizioni:
- Attingimento temporaneo di una quota di Glera (6.250 ha) con blocco di rivendica attivo (valido solo per il 2021);
- Stoccaggio per la quota di prodotto eccedente i 150 q/ettaro (i prodotti atti al taglio non sono oggetto di stoccaggio);
- Gestione dei superi di campagna e di cantina.
Di seguito potrete scaricare le indicazioni tecniche di vendemmia:
- Indicazioni tecniche
- Elenco codici
- Vademecum [PRESENTAZIONE]
- Nota operativa Regione FVG
- Aree grandinate
Video presentazione:
Il Consorzio rimane a disposizione per eventuali chiarimenti (Andrea Battistella, mail: ricerca@consorzioprosecco.it o tel: 0422/1483392).
Un sincero augurio di buona vendemmia da tutto lo staff del Consorzio!
Rinnovo della carica per il PRESIDENTE Stefano ZANETTE e, all’insegna della continuità, riconferma di tutti i membri del Comitato di Presidenza.
I due vice presidenti: Giorgio Serena e Giangiacomo Gallarati Scotti e i consiglieri Alessandro Botter, Valerio Cescon, Mattia Mattiuzzo, Giancarlo Moretti Polegato.
Governo dell’offerta, piani di miglioramento della qualità, certificazione di ‘Denominazione sostenibile’. Queste le parole d’ordine del nuovo programma illustrato oggi dal presidente Stefano Zanette, fresco di riconferma, al neo eletto Consiglio di Amministrazione del Consorzio di tutela del Prosecco DOC.
In estrema sintesi “il mio obiettivo è quello di sviluppare valori e volumi sostenibili al territorio per dare durabilità alla nostra Denominazione” ma altro punto importante del nuovo programma di governance della DOC “sarà quello di sviluppare azioni di info/formazione rivolte sia alla filiera che al mondo della somministrazione e del commercio, fino al consumatore finale, per valorizzare il nostro prodotto incrementando sempre di più il senso di appartenenza alla denominazione”.
Con il ‘governo dell’offerta’, Zanette intende la programmazione delle azioni di valutazione e di intervento sulla produzione in termini di volumi e valori, compresi anche quelli immateriali propri di una denominazione di origine come il legame con il territorio, il rispetto reciproco, la cultura e le tradizioni.
Altro tema notoriamente caro a Zanette, la sostenibilità di territorio, che comprende i pilastri ambientale, sociale ed economico, non solo rivolta al sistema viticolo ma anche a quello della trasformazione e della commercializzazione. A ciò si aggiungerà il coinvolgimento di tutti i soggetti esterni che trasversalmente contribuiscono alla produzione del Prosecco DOC, per elaborare strategie e soluzioni comuni finalizzate al miglioramento dell’efficienza dell’apparato produttivo dell’intera area.
Basti pensare agli impianti di spumantizzazione o all’ingegneria e all’architettura delle cantine, per tendere sempre più a una sostenibilità paesaggistica e alla necessità di ridurre i consumi, ma anche alla logistica, al mondo degli imballaggi e a tutte quelle opportunità che il nostro sistema può cogliere al fine di aumentare il valore della denominazione nel percepito del consumatore e la propria competitività sul mercato.
“La sostenibilità che intendo perseguire caratterizzerà il corso del mio nuovo mandato – conclude il Presidente Zanette – e l‘obiettivo ora condiviso da tutti e più chiaro che mai, è il riconoscimento della Denominazione Sostenibile. In tutti i sensi”.